L’Oasi di Bolgheri.

 

Fulco Pratesi, presidente del WWF italiano, nel 1984 scrisse, "In principio ci fu Bolgheri. Poi venne il WWF italiano".


Nel 1959 Mario Incisa della Rocchetta decise di trasformare 60 ettari di palude, ed i 453 ettari di pascoli e campi coltivi che li circondano nella prima oasi privata italiana. Nel 1966 divenne, con l’Oasi di Burano, la prima oasi italiana. Lo stesso anno, il marchese Incisa, con Fulco Pratesi, fondò il WWF italiano.

 

 

Come primo presidente del WWF italiano, Mario Incisa della Rocchetta invitò S.A.R. Filippo Duca di Edimburgo, presidente del WWF mondiale, a visitare l’Oasi di Bolgheri.

 

 

Inquadramento geografico e caratteristiche ambientali


Il Rifugio Faunistico di Bolgheri, inserito nel Sistema delle Oasi del WWF Italia, è collocato tra la ferrovia tirrenica ed il mare, e si estende per circa 513 ettari interamente compresi nel territorio del Comune di Castagneto Carducci. Mantiene l'aspetto originario della costa maremmana con alternanza di coltivi e siepi alberate a cui seguono prati allagati durante la stagione invernale; a questi succedono gli stagni ad acqua dolce contornati da bosco allagato a Frassino ossifilo (Fraxinus angustifolia), che attribuiscono assoluta unicità a questo ambiente.

 

Il bosco costiero dunale separa gli stagni dalla spiaggia naturale, di straordinaria bellezza, dove dominano specie pioniere quali il Giglio di mare (Pancratium maritimum), Eringio marittimo (Eryngium maritimum) e Ruchetta delle sabbie (Cakile maritima).

 

Presenze faunistiche


Il Rifugio Faunistico di Bolgheri è stato tra le prime zone umide italiane a fregiarsi del riconoscimento di "zona Ramsar" (nel 1977) proprio per la sua peculiarità di garantire a numerosissime specie di uccelli acquatici la presenza di ambienti idonei alla sosta invernale ed al transito primaverile.

Straordinari gli stormi di anatre di superficie presenti in inverno: Germano reale, Alzavola, Fischione, Canapiglia, Codone, Mestolone, a cui in primavera si aggregano le Mazaiole. In inverno domina numericamente la Pavoncella, con contingenti fino a 1.800 individui, a cui si aggrega il raro Piviere dorato. Numerosi anche i Beccaccini.

In primavera l'Oasi registra il transito di numerose specie di uccelli trampolieri: la Pittima reale, il Combattente, il Totano moro, la Pettegola, il Piro-piro boschereccio, il Cavaliere d'Italia e l'Avocetta sono tra i più frequenti. Anche l'Airone rosso, il Tarabuso, il Tarabusino transitano in primavera sugli stagni dell'Oasi.

Tra i migratori primaverili da segnalare il Rigogolo, la Ghiandaia marina, nidificante dal 1999, il Cannareccione, la Rondine, il Topino. Nel bosco allagato nidificano il Picchio rosso minore, vera rarità dell'Oasi, il Torcicollo ed il Rampichino.

 

 

Tra i mammiferi

da segnalare il Capriolo, il Daino, il Cinghiale, l'Istrice, la Volpe.


Tra i rettili

La Tartaruga palustre.


Visite

E possibile visitare l’Oasi di Bolgheri solo con appuntamento, contattando il WWF a Piombino per telefono, o fax allo 0565 22 43 61, o via e-mail a wwfpiomb@tin.it. L’Oasi è visitabile dal 15 Ottobre fino al 15 Aprile, nel primo e terzo Sabato del mese.

 

Testo di Paolo Politi.
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